O-Marziani in Malcantone?

“Il primo giorno… arrivano.
Il secondo giorno… attaccano.
Ma il terzo giorno è…”
 
Qui ci stava bene un “…ORIENTEERING DAY!”, parafrasando la locandina di un celebre film di fantascienza con Will Smith. Più che riferimenti ad un film nemmeno tanto bello, servirebbe però la prosa di H.G. Wells, l’autore de “La guerra dei mondi”, per descrivere lo sbarco degli extraterrestri avvenuto nel Cantone Ticino il 15 marzo. Altro che Roswell. Altro che esoteriche località come Nazca o Stonehenge. Nell’anno di grazia 2008 l’”area 51” non è una base militare statunitense bensì la zona attorno al masso (altezza 1 metro, bordo est) del percorso della “Due giorni del Ticino” di domenica! (ignoro dove fosse posata al sabato, non l’ho trovata sul mio percorso…). E la Roswell del 21° secolo non si trova nel Nuovo Messico bensì nel Malcantone, più precisamente a Bedigliora!
 
Ma per parafrasare un orientista lombardo abbastanza noto anche in Ticino (e ora allenatore dei giovani orientisti italiani) <<Se gli alieni hanno una testa, due braccia e due gambe, allora forse non sono alieni ma sono esseri umani come noi>>. E se anziché scendere da navicelle argentee arrivano al ritrovo su normali automobili, peraltro con targa italiana, basta strabuzzare gli occhi e darsi un pizzicotto per rendersi conto che non si tratta di una invasione aliena, ma dell’arrivo al centro gara di uno dei team più celebri che abbiano mai calcato i terreni di gara ticinesi: Finnish National Team, guidato da uno dei capitani di vascello più celebri della storia del nostro sport, quel Janne Salmi che ha una sua voce dedicata sull’enciclopedia Wikipedia, due medaglie d’oro e tre d’argento ai campionati mondiali; con lui, a Bedigliora, sono arrivati Pasi Ikonen (campione del mondo 2001), Tero Fohr (vice-campione del mondo middle in carica), Mats Haldin a rappresentare i veterani del team e Topi Anjala da poco uscito dalle griglie dei JWOC, e poi Jarkko Huovila, un altro campione del mondo con la staffetta 2001. E questi sono solo i Men… Tra le donne? Bastano i nomi di Minna Kauppi (che, titoli mondiali a parte, contende a Simone Luder la palma di orientista più celebre del pianeta) ed Heli Jukkola, tri-campionessa del mondo?
 
Di fronte a cotanta invasione, l’esercito svizzero non è stato certo a guardare: assente per il motivo più bello proprio Simone Niggli-Luder, assente anche Matthias Niggli (qualcuno si è meravigliato nel leggere sul loro sito web che l’assenza era dovuta a “motivi di salute”… poi si è capito che l’accenno era all’influenza che ha colpito il “signor Luder”), la squadra rossocrociata si è affidata a David Schneider e Dominik Koch, a Denis Steinemann e ai fratelli Ruedlinger… insomma a tutta quella serie di atleti che tra i patri confini viaggiano ai bordi della squadra nazionale ma che in tantissime altre nazioni al mondo farebbero parte stabilmente dei convocati per un mondiali. E in campo femminile ad Angela Wild, Rahel Friederich, Caroline Cejka e Seline Stalder a ricordare che l’orienteering al femminile non vivrà certo tempi bui in attesa del ritorno alle gare di Sua Maestà la regina Simone I°.
 
Neppure le truppe ticinesi hanno voluto sottrarsi alla tenzone; alle già veterane Elena e Maura Guglielmetti e a Caia Maddalena si sono affiancate forze fresche da poco salite dalla categoria juniores: infatti le giovani Elena Roos e Vera Ramelli non hanno certo sfigurato neppure nel confronto con una certa Anni-Maija Fincke, che sarebbe l’atleta pronta a saltare sul treno della staffetta finlandese ai mondiali appena una tra Kauppi, Jukkola o Haapakoski facessero finta di distrarsi! E tra gli uomini? Qui i ticinesi possono contare su una autentica icona dell’orienteering mondiale (già: mondiale); ed io che ho incrociato per la prima volta il percorso di Stefano Maddalena nel lontano 1997, non mi stupisco a paragonare il grande “Madda” ad un ottimo vino: sembra impossibile, ma ogni anno che passa Stefano sembra sempre più forte! Non so se nella sua lunga carriera abbia tenuto il conto degli “scalpi” conquistati, ma vederlo in classifica davanti ad una fila di 5 finlandesi 5 della squadra nazionale (tra i quali anche Tero Fohr, e quest’ultimo non mi venga a dire che è stato frenato dalla mini-webcam portata in giro per tutta la gara), e nove posizioni davanti a Mats Haldin invero lui si un po’ frenato dall’incontro con il cronista (sul percorso assoluto solo per dovere di cronaca… infatti sono ancora a metà del corso “Come diventare un vero orientista ticinese in 10 lezioni”). Chissà se qualche scandinavo avrà notato quel numero “1968” (e non è il numero di pettorale) che compare accanto al nome di Stefano Maddalena nelle classifiche? Nella giornata di sabato Manuel Asmus conclude nella metà alta della classifica nonostante sulle coste del primo loop della collina di Novaggio si trovi depistato improvvisamente da una tuta “Finland” in vena di perdere inutilmente quota; ma è lui, Maddalena a parte, a guidare la pattuglia dei ticinesi che si sono sentiti in grado di affrontare non solo i “marziani” ma anche i percorsi di Vincenzo Jacomella e Gianni Pettinari; già, proprio loro si meritano come premio il grande sorriso con il quale Pasi Ikonen ha concluso la gara di sabato: “Perfect race!” ha sentenziato il grande Pasi, l’uomo che corre senza bussola e che proprio per questa sua abitudine ha ammesso di essersi trovato a malpartito in un paio di tratte del percorso HAL. E se esiste un diploma di laurea per un tracciatore, questo è proprio costituito dalle parole di un ex-campione del mondo che proprio sui terreni ticinesi sta trovando stimoli, motivazioni e forma per attaccare il trono di “le roi” Gueorgiou.
 
Al termine della Due giorni rimane una sensazione: gli alieni torneranno a trovarci! Forse tra qualche anno, quando ci saranno altri nomi a vestire le tute bianche ed azzurre della nazionale finnica, quando i vari Huovila, Ikonen, Haldin avranno appeso le scarpette al chiodo sostituiti da atleti più giovani ed ugualmente competitivi, quando Heli “broncio” Jukkola avrà imparato a sorridere più spesso (l’ho vista distendersi in un sorriso solo quando ha visto la classifica che la vedeva in testa dopo la prima tappa), quando Minna Kauppi avrà altri titoli nel suo palmares se il suo terribile ginocchio reggerà alla fatica degli allenamenti e delle gare. Sicuramente i marziani troveranno altri atleti della nazionale svizzera pronti alla sfida, e vecchi e nuovi atleti ticinesi in grado di ben figurare; insomma, il tempo dovrà dare una chance anche ad Elena e Tobia Pezzati, a Noa Bolis, a Bianca Derighetti, Giulia Mazzucchelli e alle sorelle Vittoria e Virginia Storni, a Patrizio Campana, Jonathan Besomi e Gionata Graber autori della volatissima di giornata, a Sebastian Inderst e Davide Croci: sono loro, insieme alle già citate Elena Ross e Vera Ramelli, a rappresentare al meglio il Cantone Ticino nelle classifiche giovanili della “Due giorni” organizzata dall’AGET Lugano. Tra qualche anno sono attesi nelle categorie assolute, dove troveranno ancora qualche marziano e, forse… ancora Stefano Maddalena!
 
Stegal67 [at] hotmail [dot] com( Stefano Galletti)